AUDITING

 
 

4 Valutazione dei risultati

A questo punto gli auditor, sulla base delle evidenze oggettive, formulano le valutazioni del sistema di gestione ambientale. A livello generale e in maniera dettagliata per le diverse attività dell’azienda, vengono presentate le valutazioni dell’adeguatezza dell’intero sistema rispetto al programma ambientale. Accanto alle valutazioni sono anche riportate delle indicazioni di come possono essere affrontate le carenze individuate. L’inadeguatezza del sistema di gestione può essere classificato secondo tre tipi di non conformità:

  • Non conformità gravi: il sistema di gestione Ambientale è tale, così com’è strutturato, da rendere impossibile il raggiungimento degli obiettivi della politica ambientale.
  • Non conformità specifiche: gli obiettivi ambientali sono raggiungibili a patto di compiere delle correzioni dal punto di vista tecnico, organizzativo e gestionale.
  • Non conformità documentali: imperfezioni relative alla gestione della documentazione (carenze nella raccolta o nella catalogazione)
È importante che in questa fase l’auditor dimostri una certa flessibilità: bisogna tener conto del livello di sviluppo del sistema di gestione ambientale, del contesto culturale e organizzativo dell’impresa. Se è in atto il primo tentativo dell’azienda di dotarsi di un Sistema di gestione ambientale (indipendentemente dalle certificazioni, è naturale siano presenti delle difformità, ma è inutile che l’auditor richieda uno stravolgimento del sistema di gestione, perché questo non verrà mai accettato né dalla dirigenza, né dal resto del personale: è meglio migliorare il sistema gradatamente, magari attraverso più cicli di audit proprio per evitare che all’inizio del ciclo di audit l’azienda si ponga obiettivi irraggiungibili, è bene che l’auditor partecipi alla fase di pre-audit.
  1. Rapporto finale

  2. Prima di redigere il rapporto finale, si svolge un incontro tra il team di audit e l’amministrazione dell’azienda per discutere la bozza del rapporto: lo scopo principale di questa riunione è di presentare le risultanze dell’audit al soggetto dell’audit in modo che esse siano chiaramente comprese e sia riconosciuto che sono basate sui fatti. I disaccordi dovrebbero essere risolti, se possibile, prima che il responsabile dell’audit pubblichi il rapporto.

    Gli obiettivi del rapporto finale, come indicato nel Regolamento EMAS (allegato 2 punto F.2), sono:

    1. documentare la portata dell’audit;
    2. fornire alla direzione informazioni sullo stato di conformità con la politica ambientale dell’impresa e con i progressi di carattere ambientale compiuti sul sito;
    3. fornire alla direzione informazioni sull’efficacia e l’affidabilità delle misure di sorveglianza dell’impatto ambientale nel sito;
    4. dimostrare, se del caso, la necessità di azioni correttive.
    I contenuti, invece, secondo l’ISO 14011 (punto 5.4.2) dovrebbero essere:
    1. l’identificazione dell’organizzazione soggetta all’audit e del cliente;
    2. gli obiettivi, il campo di applicazione e il piano dell’audit concordati;
    3. i criteri concordati inclusa una lista dei documenti di riferimento rispetto ai quali è stato condotto l’audit;
    4. il periodo di tempo coperto dall’audit e la data(e) alla quale l’audit è stato condotto;
    5. l’identificazione dei rappresentanti soggetti all’audit che hanno partecipato all’audit;
    6. l’identificazione dei membri del gruppo di audit;
    7. una dichiarazione della natura confidenziale del contenuto;
    8. la lista di distribuzione del rapporto di audit;
    9. un sommario del processo di audit, compresi gli ostacoli incontrati;
    10. le conclusioni dell’audit quali:
    • conformità del sistema di gestione ambientale ai criteri di audit del sistema di gestione ambientale;
    • se il sistema è convenientemente messo in atto e mantenuto;
    • se il procedimento di riesame interno da parte della direzione è in grado di assicurare la continua adeguatezza ed efficacia del sistema di gestione ambientale.
  3. Il piano d’azione
Il rapporto finale può contenere, oltre alle indicazioni delle non conformità, anche delle proposte di modifica del sistema di gestione per correggerne i punti deboli contenute in un piano d’azione che diventerà un punto di partenza per i successivi cicli di audit. Nel successivo ciclo, infatti, si partirà analizzando la situazione iniziale, le indicazioni del piano d’azione e i risultati effettivamente raggiunti.

Un ciclo di audit nel suo complesso, secondo il regolamento EMAS deve durare al massimo 3 anni, ma molto dipende dalle dimensioni e dall’organizzazione dell’impresa: è ovvio che se una piccola azienda ha introdotto da poco un sistema di gestione ambientale è bene svolgere un ciclo di audit con una frequenza maggiore di una volta ogni tre anni.
 
 
 

DEFINIZIONE DELLE EVIDENZE OGGETTIVE
LA FIGURA DELL'AUDITOR

 
© 2001 G. De Leo
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