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Pimental
et al. (1997)
Postel et al. (1996; Abstract
Only)
Webliografia
Covich
et al. 1998. Ecological integrity and western water management: a Colorado
perspective
GlobPopoli:
Usi, cunsumi, meccanismi e trattamento delle acque nel mondo.

L’umanità utilizza oltre la metà dell’acqua dolce che scorre sulla superficie (il 70% di essa è usata per scopi agricoli), ed è ormai in grado di influenzare pesantemente il ciclo idrologico del pianeta (Vitousek e al. 1997). In USA, solamente il 2% dei fiumi scorre liberamente, ed i principali corsi d’acqua del pianeta (Colorado, Nilo, Gange) sono così intensamente sfruttati che solo una portata minima raggiunge il delta e sfocia nel mare. Quelle che un tempo erano vaste distese d’acqua (Mar d’Aral, lago Chad) sono ormai ridotti a piccoli laghi.
L’acqua dolce si avvia a diventare l’oro del futuro. Sul pianeta essa rappresenta il 2.5% del totale, ma la quantità presente nel sottosuolo, nei laghi, nei fiumi e nell’atmosfera è appena lo 0.8% (Postel e al. 1996). La sua presenza è essenziale per la salute umana, l’agricoltura e la produzione industriale, ma ciò che più conta, costituisce la base
degli ecosistemi che supportano la vita sul pianeta.
Postel e al. (1996) stimano la riserva d’acqua dolce disponibile sulla Terra in 9380 km3/anno. Attualmente l’umanità utilizza il 25% della quota dovuta all’evapotraspirazione e il 54% del volume di acqua che scorre in superficie (Postel e al. 1996). Se l’andamento previsto dovesse trovare conferma, presto arriveremo ad appropriarci di 2205 km3/anno di acqua, pari al 30% della disponibilità totale annua.
Alcuni acquiferi sono già così intensamente sfruttati (es. Ogallala in USA) che l’acqua è considerata alla stregua di una risorsa non rinnovabile (Pimental e al. 1997). In altre parti del globo le aree irrigate si stanno riducendo a causa dell’abuso che in passato si è fatto di questa pratica di coltivazione.
Pimental e al. (1997) sottolineano che l’agricoltura utilizza l’ 87% della disponibilità idrica mondiale e usufruisce inoltre di sostanziosi benefici economici. In California il costo dell’acqua è di 25 cents/m3, per gli agricoltori il prezzo scende a 0.5 cent/m3. Un prezzo dell’acqua troppo basso si traduce in sprechi e inefficienze nell’uso della stessa.
Fonti: National Utility Service
(1997)
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Entro i prossimi 30 anni, la costruzione di nuove dighe potrebbe aumentare del 10% la quantità di acqua superficiale sfruttata, ma l’incremento demografico previsto in questo intervallo di tempo è pari al 45%. In California, a Hemet, il Metropolitan Water District sta costruendo il bacino idrico dell’ Eastside; sarà la più larga diga in terra degli Stati Uniti, e costerà oltre 2 miliardi di dollari. Pimental e al. (1997) sono piuttosto critici al riguardo "Negli Stati Uniti l’epoca delle grandi dighe e delle imponenti canalizzazioni per soddisfare la richiesta idrica si sta concludendo. Le limitate riserve d’acqua, e il numero delle infrastrutture già presenti sul territorio, impongono che la domanda si conformi alla effettiva disponibilità".
Pinkham e Chaplin (1996) usano una interessante tecnica, da loro definita "sviluppo di scenari", come strumento per analizzare le possibili situazioni che chi pianifica i sistemi idrici municipali oggi dovrà affrontare nel futuro. Secondo gli autori "gli scenari costituiscono un mezzo efficace per operare con lungimiranza in un mondo dominato dall’incertezza". I possibili scenari vengono analizzati sulla base di 4 differenti tipologie di politica ambientale:

L’aumento della richiesta idrica e alimentare è motivata da un incremento demografico annuo di 93 milioni di individui (superiore alla popolazione del Messico). La crescita demografica è strettamente correlata a vari temi di interesse ambientale, dall’urbanizzazione, alla distruzione degli ecosistemi, passando per la necessità di energia, di benessere e di stabilità sociale. Contenere l’incremento della popolazione è la chiave per raggiungere la sostenibilità ambientale e sociale (Daily e Ehrlich 1992).
Le nazioni che hanno una disponibilità d’acqua pro-capite inferiore ai 1700 l/giorno, versano in una situazione definita di "stress idrico". Una disponibilità inferiore ai 1000 l/giorno pro capite è ritenuta pregiudizievole per lo sviluppo economico e la salute della popolazione (Engelman e LeRoy 1996). La disponibilità d’acqua in USA è di 5100 l/giorno a persona (Pimental e al. 1997).
I diversi scenari riguardanti la crescita demografica nel prossimo secolo destano molta preoccupazione, per l’aumento della richiesta d’acqua necessaria ai bisogni umani e all’agricoltura. La carenza d’acqua rappresenta una seria minaccia per la stabilità politica, lo sviluppo economico e la salute umana di milioni di persone. In almeno 20 nazioni diverse oltre la metà dell’acqua utilizzata proviene da fiumi che attraversano il paese. Nell’ipotesi di massima crescita demografica, il 65% della popolazione, pari a 7.7 miliardi di persone, vivrà in condizioni di carenza idrica, viceversa, nel caso di minimo aumento, le persone interessate dalla scarsità d’acqua saranno circa 3.5 miliardi. Come si evince da questi due scenari, il tasso di crescita della popolazione mondiale è in grado di influenzare radicalmente la disponibilità d’acqua sulla terra.
Le più
recenti proiezioni demografiche delle Nazioni Unite stimano che
nel 2020 il pianeta avrà 11 miliardi di abitanti.
In USA l’incremento netto di 3 milioni di persone all’anno è considerato la causa principale della perdita di milioni di acri di terreno coltivabile, a seguito della progressiva urbanizzazione e riduzione della quantità d’acqua utilizzabile. Il 60% di questo incremento è dovuto all’immigrazione, e questa quota è destinata a salire al 90% entro i prossimi decenni se l’attuale politica di immigrazione continuerà (Pimental 1997).
Nei paesi in via di sviluppo la relazione popolazione/acqua è ancor più preoccupante. Time Magazine (24 Giugno 1991, p. 60 ) si è riferito a questa problematica come all’ "inverno demografico". Nei prossimi 20 anni, su 10,000 nuovi nati solo 50 apparteranno a paesi ricchi (Swaminathan 1992). "Un muro di povertà divide il mondo, materialmente e culturalmente. Una parte è istruita, l’altra pressoché analfabeta; una è urbana e industrializzata, l’altra è fortemente agricola e rurale; una è orientata al consumismo, l’altra lotta per la sopravvivenza" (Swaminathan 1992). Attualmente i paesi ricchi consumano una quantità di risorse pro-capite 20 volte superiore a quella delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, ma se le economie di questi ultimi si dovessero rafforzare (Asia sud-orientale) i tassi di consumo delle risorse salirebbero enormemente.
Recentemente diversi scienziati si sono uniti in un appello ai leaders mondiali affinché si adoperino in concrete iniziative che incentivino la riduzione delle dimensioni delle famiglie e la conservazione delle risorse naturali, fattori indispensabili per una elevata qualità della vita (Pimental e Dodds 1997).
Bibliografia
Daily, G. and P. Ehrlich. 1992. Population, sustainablity, Earth's carrying capacity. BioScience 42: 761-771.
Engleman and LeRoy. 1996. Sustaining Water: Population and the Future of Renewable Water Supplies. Population Action
International.
EPA. 1994. National water quality inventory, 1992: Report to Congress. Office of Wetlands, Oceans and Watersheds, US EPA,
Washington, DC.
Mitsch, W. 1993. Ecological engineering. Environmental Science and Technology 27: 438-445.
Pimental, D. 1997. US food production threatened by rapid population growth! CCN, 2000 P Street, Suite 240, Washington, DC
20038.
Pimental, D. et al. 1997. Water resources: agriculture, the environment, and society. BioScience 47: 97-106.
Postel et al. 1996. (Abstract Only) Human appropriation of renewable fresh water. Science 271: 785-788.

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